Stambecchi nel parco naturale delle Pale di San Martino

Gli stambecchi ritornano al parco naturale delle Pale di San Martino

San Martino di CastrozzaNel Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino sono ricomparsi gli ungulati, i bellissimi stambecchi che hanno ripreso a popolare questa valle trentina che si trova alle spalle di quelle splendide montagne note come Dolomiti. Ultimamente sono stati rilasciati alcuni esemplari di questo splendido animale per ripopolare il parco naturale e per reintrodurre gli esemplari in cattività nel loro ambiente e nel loro territorio natio.

Il rilascio dei primi esemplari

Stambecchi e ungulatiNel 2000 furono lasciati in libertà i primi dieci capi (cinque maschi e cinque femmine) provenienti dalle Alpi Marittime, nel 2002 furono messi in libertà altri venti capi, dieci maschi e dieci femmine, al fine di dare maggior consistenza e popolosità alla colonia di ungulati originaria, che stava prendendo sempre più possesso del territorio. La colonia si moltiplicò nel tempo e si arrivo al suo massimo numero di capi nel 2007, circa settanta. Nel 2008 una malattia che colpisce questo tipo di animale, la rogna, uccise un buon numero di esemplari, decimando la colonia a una ventina di esemplare che metteva a rischio la sopravvivenza del branco, la loro riproduzione e la conservazione della specie negli anni futuri, visto l'esiguo numero di capi.

Il ripopolamento del territorio

Pale di San MartinoProprio per queste ragioni l'amministrazione del parco naturale e quella della provincia di Trento hanno firmato un accordo che prevede la prosecuzione dell'introduzione di animali ai piedi delle Pale di San Martino. I nuovi capi reintrodotti in questo territorio provengono dal Cadore, ma i loro antenati erano di origine svizzera, del Cantone Grigioni. Una volta portata a termine questa prima fase di reintroduzione, ne verrà svolta un'altra, nel 2011 con gli stessi punti di prelievo e di rilascio nel nuovo territorio. Questo progetto di ripopolamento serve per preservare e conservare quel patrimonio mondiale dell'umanità universalmente noto come Dolomiti e per salvaguardare la sua biodiversità.

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