CAMPEGGIO CLUB LE PEONIE Descrizione :
UN PICCOLO PARADISO DA SCOPRIRE.
Su un terreno collinare e alberato, nel cuore dell'isola dove il calcare della montagna si tuffa nel mare che in tempo era della foca monaca. dove volano le aquile e i mufloni corrono liberi, è lo scenario di una natura ancora intatta.
Passeggiate nel parco. La vostra tenda vicino alla piscina.
Escursioni naturiste e mini crociere nel golfo.
Facilmente raggiungibile dal porto e dall'aereoporto di Olbia, a pochi km dallo splendido mare di Cala Gonone, un sito vasto ed attrezzato con al Centro l' Hotel Monteviore in una casa colonica ristrutturata.
SERVIZI: bar, ristorante, piscina
DINTORNI: escursionismo, trekking, noleggio gommoni, biciclette, fuoristrada.
Spiaggia Centrale
E' la spiaggia storica della località, frequentata negli anni 20 da aristocratici e borghesi durante la villeggiatura estiva. Su di essa domina lo stile liberty di Villa Ticca, una nobile costruzione degli anni 20 circondata da un grazioso giardino.
Palmasera
E' l'arenile maggiore e più esteso della località. Recentemente ha subito un intervento di rifacimento che non ha alterato il suo equilibrio naturale. A pochi metri dal lungomare è la spiaggia ideale per le famiglie e per i giovani che amano vivere l'ambiente marino.
Le grotte
Lungo il litorale , a 4 km dal porto , si trovano le Grotte del Bue Marino; raggiungibili in barca (informazioni e biglietti presso le banchine del porto di Cala Gonone).
Cala Luna
Cantata e lodata da artisti e poeti è considerata una delle spiagge più belle del mediterraneo. Le sue acque assumono tonalità e colori da far invidia ai paradisi esotici.
Cala Mariolu
La bellezza di questo fazzoletto di sabbia fa concorrenza alla splendida Cala Luna. I colori del mare e la limpidezza di queste acque non hanno eguali nel Golfo, una tonalità azzurra che fa pensare ad una piscina. La storia del nome della spiaggia è legata alla foca monaca, il simpatico mammifero che predava le nasse dei pescatori ponzesi che ribattezzarono Mariolu lo scoglio di frequente visitato dall'animale marino. I sardi invece la chiamarono Ispuligidinie per via della forma a fiocco di neve dei candidi ciottoli che formano l'arenile.